giovedì 23 novembre 2017

Thursday's child




Ed eccoci giunti ad una nuova edizione della rubrica dedicata alle uscite in sala più imprevedibile della blogosfera, con il sottoscritto e Cannibal Kid pronti ad accogliere ogni settimana un ospite differente per tenere alte tensione, rivalità ed un'atmosfera frizzante.
Questa volta a darci manforte è giunta Alma, blogger artistica di lungo corso che tiene compagnia come lettrice sia a me che al mio rivale fin dai nostri esordi o quasi: quali saranno state le sue posizioni? Avrà mantenuto un approccio da mediatrice, o avrà palesemente preso le parti di uno dei due nemici più agguerriti della rete?



"Cosa sta succedendo? Perchè hanno chiamato l'esercito?" "Cannibal e Ford preparano un nuovo numero della rubrica."



Flatliners – Linea mortale

"Solo così posso sciropparmi i film consigliati da Cannibal!"

Alma: E cominciamo subito con una botta di vita, con i protagonisti che vogliono ritornare dalla morte. Perché? Rimanere vivi dopo la visione di alcuni film non è più valido? Dite che vedere questo film equivale a ritornare dalla morte? Forse Cannibal è più disposto a rischiare visto che ci sono Ellen Page e Nina Dobrev, ma ricorda: i benefici iniziali li dovrai pagare poi con gli interessi.
Cannibal Kid: Alma va subito a segno e dimostra di conoscermi bene. Guarderò questo film principalmente per Ellen Page e soprattutto per Nina Dobrev, ma non solo. Sono anche incuriosito dal confronto tra questo sequel/reboot e il film originale, un semi-cult anni '90, e in quanto semi-cult anni '90 probabilmente detestato da Ford che in quel periodo ha subito ingenti traumi. Peccato solo che, oltre al film nuovo, devo ancora recuperare quello vecchio e il tempo stringe!

Ford: non ho mai amato particolarmente il sopravvalutato originale anni novanta - il decennio cult di Cannibal del resto è il più sopravvalutato del Novecento - e questo remake pare riuscire nell'impresa di essere di gran lunga peggiore. Passo volentieri la palla al mio antagonista, mentre consiglio Alma di evitarlo come la peste.

Detroit

"Per quale motivo sono in arresto, agente?" "Sei accusato di Cannibalismo, amico. Roba davvero grave."

Alma: E qui passiamo alle storie vere: scontri tra la comunità afroamericana e la polizia. All'inizio ho subito pensato a fatti recenti e invece no, siamo nel 1967. Non saprei dire se ne vale la pena. Amo i film basati su storie vere, ma molto spesso o cercano di suscitare facile pietà oppure non arrivano. Però la regia è di Kathryn Bigelow quindi potrebbe essere valido. Non dimentichiamo poi che da quando ha sconfitto Avatar di James Cameron, è diventata santa per Cannibal Kid.
Cannibal Kid: Goal numero 2 di Alma! Kathryn Bigelow per me Santa Subito dopo la notte degli Oscar 2010 in cui il suo The Hurt Locker, per quanto non un capolavoro, ha impedito che si commettesse uno dei peggiori crimini nella storia del cinema assegnando la statuetta di miglior film ad Evitar. Crimine di cui uno come Ford sarebbe stato più che volentieri complice. Se poi aggiungiamo che con il successivo Zero Dark Thirty la regista ha regalato a Jessica Chastain uno dei ruoli migliori della sua carriera, è quasi inutile aggiungere che questo suo nuovo Detroit arriva al giudizio di Pensieri Cannibali in maniera imparziale quanto la Juve al cospetto di un arbitro nel campionato italiano.
Ford: la Bigelow è una delle registe più cazzute della Storia di Hollywood, così tanto cazzuta che se dovesse incontrare Cannibal lo riempirebbe di cazzotti senza fatica. Avendo poi piazzato colpi nella sua carriera come Point Break o Zero Dark Thirty, direi che questo Detroit rischia di essere il mio film della settimana, del mese e forse dell'ultima parte dell'anno.

American Assassin

"Cosa ci fai vestito in quel modo? Il chiodo è passato di moda da un pezzo!" "Sto adottando uno stile visibilmente fordiano!"

Alma: A giudicar dal trailer, questo film grida: "Vendetta!!!" Essenzialmente non mi attira, passo la palla al balzo a Ford. Credo che tra i due, sia lui quello più interessato.
Cannibal Kid: Il giovane Dylan O'Brien addestrato dal vecchio Michael Keaton? Cos'è, la versione cinematografica di un sogno di Mr. Ford, che da sempre desidera addestrare me, senza successo?
Le storie di vendetta, Kill Bill a parte, non è che mi facciano impazzire, però quelle di arruolamento nella CIA o nell'FBI, stile le serie Alias e Quantico o il sottovalutato film con Colin Farrell e Al Pacino La regola del sospetto, stranamente le gradisco molto quindi questo American Assassin direi che mi attira. Anche se probabilmente meno rispetto all'American Sniper James Ford.
Ford: come giustamente scrive Alma, questa dovrebbe essere la mia materia, eppure già dal trailer questo film mi pare davvero una bolla di sapone di quelle buone per Cannibal, che continua ad esaltare filmetti trascurabili ed ignorare o criticare titoli invece meritevoli.
Potrei concedere una visione a tempo perso, anche se l'inconsistenza della maggior parte delle uscite dell'ultimo periodo mi ha portato a dedicarmi più alle serie televisive che altro, nelle ultime settimane.

Il domani tra di noi

"Te l'avevo detto, cara, di non seguire le indicazioni di quel Ford per il nostro weekend romantico!"

Alma: "Il domani tra di noi"?!? Da "La montagna tra di noi" (traduzione del titolo originale) a "Il domani tra di noi"? Cannibal c'è per caso il tuo zampino nella scelta del titolo? Comunque, non è che Kate Winslet sia rimasta invidiosa delle prodezze di Leonardo DiCaprio in Revenant e avrà pensato "So fare di meglio"? No dai, che Kate e Leonardo stanno così bene assieme che tutti si chiedono "Ma quand'è che si sposano?". Un po' come con Ford e Cannibal.
Cannibal Kid: Se il titolo di questo survival romantico che non mi ispira per niente l'avessi deciso io, penso che sarei riuscito a trovare di meglio, tipo “Li mortacci tra di noi”, o qualcosa del genere. Riguardo al matrimonio tra me e Ford, aspetto che divorzi da Julez. Nel frattempo mi consolo con Jennifer Lawrence. Sempre che Darren Aronofsky non la porti all'altare prima. O pure lui è in attesa di Ford?
Ford: titolo italiano assurdo a parte, sono piuttosto indeciso rispetto a questo film. Da un lato, l'atmosfera rustica un po' fordiana e Kate Winslet potrebbero convincermi a fare un tentativo, dall'altro il pericolo di sòla appare importante nonostante non sia presente nel cast Cannibal Kid. E a proposito del mio antagonista, faccio uno scoop: in realtà noi siamo già convolati a nozze a Las Vegas, qualche anno fa.
E questo episodio della rubrica rivela questo incredibile retroscena!

Il libro di Henry

"Ford dice che questa macchina fotografica è di ultima generazione: sarà vero?"

Alma: Qui abbiamo il piccolo genio che, per salvare la sua amica, cerca di incastrare uno stimato ma pericoloso commissario di polizia. No, non sto parlando di Cannibal Kid e di Ford anche perché non credo che Cannibal sia un genio così come non credo che Ford sia così bastardo come quello del film.
Cannibal Kid: Film già visto e a breve arriverà la recensione, perché qui su Pensieri Cannibali i film si guardano anche, mica se ne parla solo a sproposito e per pregiudizi come fa Ford, o si perde tempo a guardare in continuazione video su YouTube come fa Alma...
Ford: Alma, se di mezzo c'è Cannibal, che come giustamente scrivi non è certo un genio, posso essere bastardo molto più del commissario qui presente. Ahahahahahah!
Per quanto riguarda il film direi che siamo di fronte alla seconda incognita della settimana: potenziale chicca o sòla conclamata? Solo il post di Cannibal - e soprattutto il mio - potrà fare luce su questo mistero.

Gli sdraiati

"Di nuovo Cannibal? Quello non ha proprio nient'altro da fare che messaggiarmi!"

Alma: Ma quanti film stanno uscendo questa settimana? Ah, è un film italiano. E per di più con Claudio Bisio. Ripeto: ma quanti film stanno uscendo questa settimana?
Cannibal Kid: Claudio Bisio è una persona intelligente. Sullo scandalo molestie sessuali ad esempio la pensa come me e ha invitato a distinguere tra molestie e avance, così come le persone dalle opere (http://www.corriere.it/video-articoli/2017/11/17/claudio-bisio-fausto-brizzi-provarci-umano-molestie-sono-cosa-diversa-invito-vittime-rivolgersi-polizia/02d55e28-cba6-11e7-8d18-939169878a8f.shtml).
Quanto a Bisio come attore e come comico, non mi è mai piaciuto. D'altra parte lo dice pure lui di separare le persone dalle opere.
Quanto al film, è tratto da un fortunato libro di Michele Serra che non sembra male e, in quanto lavoro incentrato sul rapporto tra padri e teen, sembra mettere pure questo in scena il confronto tra Ford e me.
Ford: probabilmente, se questo film avesse visto protagonisti me e Cannibal, sarebbe venuta fuori perfino una discreta figata fuori dagli schemi. Purtroppo sarà soltanto l'ennesima commedia dolceamara italiana.

Caccia al tesoro

"Scattiamoci un bel selfie da mandare a Cannibal Kid!"

Alma: Forse non avete capito bene la domanda di prima e la riformulo in altra maniera. È proprio necessario che escano questi film? Una commedia di Carlo Vanzina (stavolta è da solo) con Vincenzo Salemme e Max Tortora. Già con questi dati basta a tramortire. Non è neanche necessario sapere quale sia la trama. Forse inizio a capire perché la blog war si sia spenta in questi anni.
Alma: Alma dimostra di non avere una conoscenza approfondita dei Vanzina. Questo film è diretto da Carlo, ma la sceneggiatura è scritta come al solito insieme al fratello Enrico, che ha sempre fatto lo sceneggiatore e mai il regista. Forse Alma dovrebbe smetterla di leggere libri seri e fare attività culturali da radical-chic alla Ford, e avvicinarsi al vero grande cinema italiano!
Detto questo, non credo proprio che vedrò mai questo film, complice anche la presenza dell'insopportabile Vincenzo Salemme.
Ford: detesto Salemme e questo tipo di filmetti anche più di Cannibal. Quindi lascio la patata bollente ad Alma, che pare voglia farsi una cultura in proposito, e proseguo senza voltarmi.

Il figlio sospeso

"E così Cannibal ha cercato di rifilare un'altra delle sue croste ad Alma, eh!?"

Alma: Un altro film italiano ma questa volta dalla parte opposta dei due precedenti. Se prima avevamo castronerie a tutto andare, qui abbiamo impegno ed emozioni. Ma sarà poi così?
Cannibal Kid: Io preferisco le castonerei a tutto andare. Soprattutto se l'alternativa è una pellicola di pseudo impegno fordiano e molto amatoriale come questa.
Ford: radicalchicchismo italiano? Me ne tengo ben bene alla larga.

Gramigna

"Merda, quella Alma pesta quasi più forte di Ford!"

Alma: Un altro film dai toni impegnati, almeno a giudicare dal trailer. Non so, forse si vuol ristabilire l'equilibrio con le due commedie, si fa per dire commedia. Il punto è che sono scettica perché molte volte il risultato è "Sì, ti sei impegnato ma nel voler dimostrare troppo, non hai colto l'obiettivo. Rimandato." La gramigna poi non morirà mai, ma anche la speranza di trovare un film che mi attiri in questa settimana.
Cannibal Kid: Ford è come la gramigna. Ha 320 anni, ma non muore mai, ahahah!
E questo biopic a lui dedicato sembra essere altrettanto infestante.
Ford: Cannibal è come la gramigna. Anche quando si spera di averlo estirpato, torna sempre a sbucare fuori.

La mano invisibile

"E io che pensavo di essere in Dogville!"

Alma: A prima vista mi sembrava in qualche maniera un documentario sul precariato. Leggo la trama e scopro che i lavoratori accettano di partecipare a un reality sul precariato. In più sta cercando di convincermi con la sua impostazione scenografica che sa di teatro. Passo anche stavolta. Sentite Cannibal e Ford, intanto vi va un po' di piadina con squacquerone e rucola? Lo squacquerone è un formaggio delle mie parti, più morbido dello stracchino.
Cannibal Kid: Ford, ma come parla 'sta qua? Cus'è che l'è lo squacquerone? Una roba che fa venire lo squaraus?
Mi sa che se non lo fa venire la piadina di Alma, lo fa venire 'sto film.
Ford: questo film lo fa venire di sicuro. Di piadine, invece, me ne mangio volentieri un paio.

Nut Job - Tutto molto divertente

"Grrrrrrr! Sono il Cucciolo Eroico! Vi faccio paura?"

Alma: Tutto molto divertente?!? TUTTO MOLTO DIVERTENTE?!? Cut venja un azident! Sono un'amante dei film di animazione e qui mi si presenta l'ennesimo film animato che non è adatto neanche ai feti e in più c'è anche la canzone "Andiamo a comandare" St’atent ch’at’atac in t’la muràia. Prego solo per l'anima di Ford che molto probabilmente sarà costretto a vederlo. E intanto altri film animati, come per esempio "La forma della voce" sono distribuiti solo per due o tre giorni. Ma boia d'un patàca!
Cannibal Kid: Ford, non so te, ma io ho smesso da un pezzo di comprendere quello che dice Alma, finita in evidente stato di delirio dopo questo confronto con noi due. Lascio comunque a te la visione di questa bambinata, per giunta il sequel di un film che ovviamente non ho visto, The Nut Job, anche se avrei pronto un bel titoletto per l'eventuale post...
Non ho capito perché nel trailer italiano hanno usato Andiamo a comandare quando, a voler fare la trashata a tutti i costi, avrebbero se non altro potuto realizzare la variante “Tutto molto divertente” dell'altra hit” di Fabio Rovazzi, “Tutto molto interessante”. Forse chi vedrà il film, come il Ford, lo scoprirà...
Ford: se non ho capito male Alma viene dalle parti di mio nonno, quindi mi sa tanto che sei tu a rischiare il delirio dopo questo confronto con noi due! Ahahahaha! Ad ogni modo, vidi all'epoca il primo Nut Job, assolutamente inutile, e non mi sogno neppure di consegnare al Fordino la possibilità di essere curioso di questo inutile sequel o qualunque cosa sia.

mercoledì 22 novembre 2017

Modern Family - Stagione 8 (ABC, USA, 2017)





L'appuntamento annuale con Modern Family equivale, in casa Ford, alla sensazione di piacevolezza che si prova nel rientrare tra le proprie mura dopo una giornata di lavoro, o al termine di una qualsiasi serata fuori o momento in cui, banalmente, l'unica cosa di cui si ha bisogno è un rifugio.
Nel corso dei suoi ormai otto anni di programmazione, il serial targato ABC, pur non stupendo per originalità o rottura degli schemi o regalando al pubblico stagioni in grado di far gridare al miracolo, ha compiuto l'impresa decisamente non da poco di mantenere lo stesso standard qualitativo senza alcun calo di tensione, sia essa emotiva o ironica, cosa da queste parti ancora più apprezzata in quanto sit-com, genere che non ho decisamente mai amato troppo.
Il tema della Famiglia, poi, risulta affrontato in modo sempre fresco e coinvolgente, a prescindere dal fatto che dall'altra parte dello schermo possano esserci single incalliti o vere e proprie tribù: dalle nostre parti, a partire dalla sigla, Modern Family riscontra grande successo anche rispetto ai Fordini, che in modo diverso ma ugualmente splendido manifestano la loro approvazione e portano noi "old school" a pensare a quando ci troveremo nella stessa condizione dei genitori protagonisti di questa stagione, quasi completamente incentrata sulla crescita dei figli delle tre famiglie protagoniste, in particolare Manny e Luke, giunti all'anno del diploma ed momento della scelta del college.
Se, poi, accanto a loro vengono considerate Ellie - già "inserita" nel mondo del lavoro" -, Alex - in bilico tra università e primo impiego - e la piccola Lily - pronta a rivelare sorprese nel corso della stagione - la sensazione di tempo che inesorabilmente trascorre e generazioni che si passano il testimone viene addirittura amplificata, toccando corde per le quali è impossibile rimanere indifferente per qualsiasi genitore.
Accanto a questa tematica decisamente sensibile - almeno per il sottoscritto, che già vede la Fordina in età da difesa automatica contro qualsiasi possibile fidanzato e il Fordino impegnato negli studi - si concentrano i momenti divertenti ed emozionanti legati al consueto gruppo di rodati charachters ed attori, dai mitici Jay e Phil - che continuano ad essere i miei favoriti - alle vulcaniche Gloria e Claire, diverse tra loro ma ugualmente dirompenti, senza ovviamente dimenticare Cameron e Mitchell, in grado di rendere e di ridere sul concetto di coppia gay senza risultare pesanti, spocchiosi, troppo ammiccanti o ruffiani.
Un plauso va senza ombra di dubbio agli autori ed alla produzione, capaci non solo di selezionare un gruppo di interpreti fisicamente perfetto per i ruoli delineati, ma anche e soprattutto in grado di mantenere attenzione, divertimento ed emozione ben oltre il livello di guardia nonostante il successo e tutti gli anni trascorsi.
Non resta, dunque, che attendere la prossima stagione per scoprire cosa ne sarà delle nuove generazioni dei Dunphy, dei Pritchett e dei Pritchett-Tucker.
Noi Ford, e rigorosamente insieme, saremo qui pronti per scoprirlo.




MrFord




 

martedì 21 novembre 2017

Mindhunter - Stagione 1 (Netflix, USA, 2017)




Ho sempre ritenuto affascinanti le figure ora classificate come serial killers: in fondo, uno dei misteri più difficili da portare alla luce è riferito senza dubbio alla complessità ed alla profondità - anche oscura - della Natura umana, ed il fatto che alcuni tra noi, nel corso quantomeno dell'ultimo secolo e mezzo - ma ci sono molte prove che il fenomeno è legato all'Uomo fin dai tempi delle prime grandi civiltà -, abbia manifestato apertamente atteggiamenti predatori neanche fosse il più selvaggio degli animali anche in casi in cui il quoziente intellettivo era molto alto rende l'intera questione decisamente interessante.
Ricordo anche quando passai da letture legate a questo campo da "grande distribuzione" a Mindhunter, autobiografia che l'ex agente speciale della sezione Analisi comportamentale dell'FBI John Douglas realizzò collaborando con lo scrittore Mark Olshaker, ad oggi ancora uno dei miei libri preferiti: per la prima volta, infatti, scoprii come aveva vissuto il faccia a faccia con molti serial killers noti anche grazie a Cinema e televisione qualcuno che era stato un pioniere dello studio dei loro comportamenti, e cercavo di capire come ci si sarebbe sentiti a trovarsi di fronte a Edmund Kemper, Charles Manson, Figlio di Sam e via discorrendo: che effetto può fare, del resto, guardare negli occhi qualcuno che ha tolto deliberatamente la vita ad una "preda", e che lo ha fatto in modi che tu non potresti neppure immaginare?
Al Cinema l'atmosfera incredibile di quel libro era stata tradotta da Michael Mann con Manhunter e Jonathan Demme con Il silenzio degli innocenti - ancor più che da Fincher, coinvolto in questo progetto, con il suo Se7en -, ma sul piccolo schermo, malgrado alcuni ottimi prodotti, non mi era mai capitato di avvertire quella sotterranea tensione, la sensazione che mescola disagio, terrore e curiosità, i brividi che alcuni uomini ed alcune situazioni possono mettere anche a chi è abituato, per mestiere, a conoscere il peggio del nostro mondo, o quantomeno alcuni lati di quello stesso peggio, almeno fino a questo Mindhunter.
Ispirato al già citato testo firmato da John Douglas - anche consulente -, questo silenzioso e sotto le righe crime può tranquillamente essere considerato, da un appassionato di questa materia come il sottoscritto ma anche di Cinema più in generale come una delle chicche più interessanti di un anno che ha presentato senza ombra di dubbio più novità e proposte interessanti sul piccolo schermo che sul grande, segno evidente che i tempi sono cambiati e che la rivoluzione iniziata con Lost poco più di dieci anni fa è una realtà ormai consolidata.
Sfruttando due protagonisti sulla carta agli antipodi - il giovane, ambizioso, intuitivo Ford ed il roccioso, spigoloso e più maturo Tench, che paiono la versione crime di Cannibal e del sottoscritto - spalleggiati dal un personaggio femminile ancora poco definito - ma credo ci sarà tempo di scoprire anche la Dottoressa Carr di Anna Torv - assistiamo ad una vera e propria discesa negli inferi della mente criminale che prende il suo tempo, muove un passo alla volta, fa riflettere - l'episodio dedicato alla situazione del preside della scuola elementare che solletica i piedi ai bambini invece che punirli per i comportamenti non adeguati - e culmina in un season finale che rievoca uno dei passaggi fondamentali del romanzo dal quale quest'opera è stata tratta - il concetto del "ognuno ha il suo sasso" - e chiude con un confronto da tensione alle stelle tra Ford ed Edmund Kemper, che fu uno dei pilastri del progetto di profiling di Douglas - il primo ad ammettere il legame molto forte che si creò con il serial killer delle studentesse californiane, uno degli assassini con il quoziente intellettivo più alto mai registrati, al contrario di altri palesemente quasi disprezzati come i già citati Manson e Figlio di Sam - ed aumenta a dismisura curiosità e hype per la seconda e già annunciata stagione.
Del resto, l'abisso che ci portiamo dentro ha profondità che non abbiamo ancora neppure immaginato.
E se il risultato sono prodotti come questo, sono pronto a continuare l'esplorazione.




MrFord




lunedì 20 novembre 2017

This is us - Stagione 1 (NBC, USA, 2016)








Con ogni probabilità, se si pensa di vivere una vita piena, pronta a concederci gioie, dolori, amore, morte, crescita, esperienze, la stessa sarà sempre superiore a qualsiasi film, romanzo o canzone possa colpirci da quando arriviamo a quando ce ne andiamo.
Del resto, esistono avvenimenti, casualità, cadute e risalite che provate sulla pelle assumono il valore unico di renderci protagonisti del film incredibile che resta la nostra vita, nella sua semplicità, a prescindere da quanto siamo destinati a combinare su questa palla di fango.
This is us non è certo la migliore serie televisiva che abbia mai visto in termini oggettivi ed assoluti, ma senza ombra di dubbio mi è parsa quella più toccante nel raccontare con sincerità - pur trattandosi, per l'appunto, di un'opera di fiction - la meraviglia assoluta che è e resta l'esistenza quando viene vissuta, specie a partire da quello che è il suo cardine più importante ed ingombrante: la Famiglia.
Che lo si voglia o no, che si tratti di quella che viviamo per questioni di sangue o costruiamo per amore, la Famiglia è la scintilla che accende ed accenderà le braci più roventi sulle quali andremo a camminare, e che regalerà a chiunque i momenti migliori o peggiori che potremo ricordare.
La storia dei Pearson, tra presente e passato, amarezze e grandi gioie, lacrime e speranze, è qualcosa che si sente sottopelle perchè portato sullo schermo con la stessa disarmante sincerità del racconto di un padre, una madre, un nonno, un fratello, una sorella: si ritrovano una colonna sonora - magnifica -, momenti di commozione - a profusione: onestamente penso che This is us abbia conquistato il primato del serial con il più alto numero di lacrime strappate ai Ford da sempre - e divertimento, conquiste e perdite, piccoli e grandi gesti, scelte e destino, e non dovrei aver bisogno di aggiungere altro, considerato che tutti noi conosciamo le sensazioni per averle provate nel corso della nostra vita.
In Jack - il tipico personaggio che uno stronzo come me sogna da sempre di diventare da grande -, Rebecca, Randall, Kevin, Kate, William - il tipico personaggio che uno stronzo come me spera di diventare da vecchio -, c'è tutta la magia dei sentimenti che, più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto sia assurdo negare, fanno parte della vita di tutti noi.
Percorrendo la storia dei Pearson - che, per usare le parole di Jack nell'ultimo episodio di questa folgorante prima stagione, "è solo all'inizio" - mi sono tornati in mente momenti che non potrò mai cancellare dalla memoria: la morte di mia nonna quando avevo undici anni e quella forza che mi si sgretolò tra le mani quando mia madre in lacrime aprì la porta di casa, quella di mio nonno poco prima dei diciotto, il primo bacio e la prima scopata, il giorno del matrimonio, quello in cui incontrai Julez e volai di corsa dal mio capo di allora a complimentarmi per la nuova assunzione, le lacrime sulle note de Il cielo d'Irlanda al funerale del mio amico Emiliano, la nascita del Fordino ed il parcheggio mancato sotto la neve, quella della Fordina con il neo fratellino a correrci incontro nel corridoio dell'ospedale con un mazzo di fiori in mano, i momenti in cui ogni giorno troviamo la magia in piccoli gesti, due notti fa quando la più piccola di casa Ford mi si è addormentata sul petto stringendomi così forte da farmi mancare il fiato, quel terribile ventotto maggio duemilaquattordici quando scoprimmo che quella che sognavamo sarebbe stata la nostra bambina era perduta, il sorriso di AleLeo al nostro ritorno a casa, pronto a salvarci entrambi da un dolore troppo forte.
E in tutto questo, la voglia di essere ancora qui, di vivere questa vita fino in fondo, di costruire una Famiglia che sarà gioie e dolori, ma anche quel qualcosa che ameremo più di qualsiasi altra, sempre e comunque.
"Questa storia d'amore è solo all'inizio", dichiara Jack a Rebecca in chiusura di stagione.
Ed è giusto, umano, vero, straordinariamente bello che sia così.
Perchè questi siamo noi.




MrFord




venerdì 17 novembre 2017

BoJack Horseman - Stagione 2 (Netflix, USA, 2015)





Avvicinarsi ad un personaggio come BoJack Horseman è stato come arrivare al momento, il giorno dopo una sbronza epocale, in cui giuri a te stesso che una situazione come quella non si verificherà mai più, che non starai più così male da avere la nausea solo a pensare di portare un bicchiere alla bocca, che non dovrai più pentirti di avere inviato messaggi a tappeto a tutta quella parte di rubrica telefonica alla quale non dovresti mai più mandare messaggi in generale, che l'alcool non ti avrà, perchè tu sei nel pieno controllo delle tue facoltà fisiche e mentali.
Fino alla sbronza successiva.
Questo, in sostanza, è il vecchio BoJack.
Un vero stronzo, uno più adatto a distruggere e distruggersi che non a costruire qualcosa, incapace perfino di godersi davvero lo sforzo e la soddisfazione di prendere esclusivamente per il proprio piacere personale, un loser appartenente alla schiera dei famosi e dei vincenti, una sorta di cancro neppure troppo piccolo dell'anima.
Eppure, cazzo se si vuole bene, a quel bastardo quadrupede.
E se la prima stagione aveva impiegato qualche episodio ad entrare davvero nel cuore di questo vecchio cowboy, con la seconda è stato in qualche modo come tornare a casa, in bilico tra momenti clamorosamente divertenti - i due poliziotti che discutono a proposito del crossfit mi hanno fatto sbellicare - ed altri malinconici, struggenti e palesemente tristi, che rendono questa proposta targata Netflix il miglior drama mascherato da comedy grottesco che al momento si possa trovare sul piccolo schermo, pronto a dare una rappresentazione dei lati in grigio della vita reale quanto e più della maggior parte dei titoli "realistici" presenti in sala o identificabili nel vasto panorama delle serie televisive.
Merito, senza dubbio, di una scrittura profonda e sagace e di un protagonista perfetto nel suo essere la cosa più lontana dalla perfezione che possa esistere - splendido, in questo senso, l'ultimo episodio -, di comprimari indimenticabili - da Peanutbutter a Diane, passando per il mitico Todd e Princess Caroline, ma siamo solo alla punta dell'iceberg di un cast che vede addirittura comparire Salinger - e di uno spirito che è quello della Letteratura americana di rottura che passa da Bukowski e porta dritti al cantautorato di gente che amo incondizionatamente come Warren Zevon: artisti che hanno conosciuto più la sconfitta che non la vittoria, spigolosi e difficili da affrontare, eppure traboccanti passione come pochi altri, e come quasi nessun "vincente" per la società è in grado di portare a chi lo ascolta, o legge, o segue.
BoJack è proprio così. Che lo si voglia o no.
E' il cocktail o lo shot di troppo quando si è già pieni oltre i propri limiti, il passo oltre che rovina completamente la potenziale conquista data per certa, la sconfitta all'ultimo minuto di una partita già vinta, e se dovessi pensare agli anni novanta che lo videro protagonista con Horsin' Around, direi quel famoso Ironic che è il fulcro di un pezzo storico e splendido del periodo.
Peccato solo che, quando BoJack entra in azione, l'ironia sia solo una cornice, e resti una tristezza difficile da mandare giù anche per gli stronzi più resistenti in circolazione.
E' roba forte, questa.
E non capirlo al volo può finire per essere decisamente più pericoloso di capirlo.





MrFord




 

giovedì 16 novembre 2017

Thursday's child



Prosegue con il nuovo trend "a tre" la rubrica dedicata alle uscite in sala più caotica della blogosfera, con questo vecchio cowboy ed il suo arcinemico Cannibal Kid pronti ad accogliere a modo loro, per quest'oggi, il quasi fu giovane Giacomo Festi, che ormai da anni si confronta con i due vecchi a proposito di radicalchicchismo e panesalamismo.
Chi l'avrà vinta questa volta?



"Dichiaro ufficialmente di non essere sick come quel Cannibal."

Justice League

"Batman, hai già fatto entrare nella Justice League Ford e Cannibal, ti pare il caso di aggiungere pure il Festi!?"

Cannibal Kid: Iniziamo la panoramica sulle uscite della settimana con una super porcheria e quindi probabilmente sarà esaltata tanto dalla critica americana, che già sogna la candidatura di Wonder Woman ai prossimi Oscar, quanto da Recensioni ribelli e White Russian, ovvero gli unici due siti al mondo che ne capiscono ancora meno della critica americana. Sento le voci in coro che dicono: “Un gigantesco passo in avanti rispetto a Batman v Superman”. E te credo. Quello è stato uno dei peggiori film della Storia recente. Già a me fanno pena gli Avengers, ma questa loro versione poraccia... volevo dire DC Comics mi fa proprio venire i brividi. Quasi quanto Giacomo e James che hanno una conversazione sul cinema. O sui massimi sistemi.
Ford: diciamo che la DC Comics con la sua Justice League stanno al Cinema figo e tamarro e divertente della Marvel e del Cinematic Universe un po' come Pensieri Cannibali sta a White Russian, dunque non saprei proprio cosa pensare di questo film, quanto più che altro sperare in qualcosa di più simile a Wonder Woman che non a robaccia come Batman VS Superman o i Superman assortiti.
Probabilmente farà comunque schifo a Peppa, e per una volta spero di essere dalla sua parte: quanto al giovane padawan Festi, chissà: in fondo a lui piace Zack Snyder, quindi potrebbe accadere di tutto.
Jean: una volta mi citavi la DC e pensavo a Watchmen, adesso invece penso a Democrazia Cristiana, che dati gli ultimi film che la Distinta Concorrenza ha proposto mi sembra il male minore, potendo scegliere. E per quanto mi piaccia Zack Snyder e la sua tamarreide assortita, ogni trailer mi ha dato l’impressione di vedere degli scolaretti delle medie che facevano una recita scolastica in cosplay. E qui capisci che o sei diventato davvero vecchio, o che le sale cominciano a essere parecchio sature di questo genere di film…

The Big Sick

"Vuoi sul serio assaggiare un pezzetto di Jean? Non mi starai diventando come il Cannibale!"

Cannibal Kid: Di gran lunga il film della settimana, nonché uno dei potenziali filmoni dell'anno. Non sto parlando ovviamente di una baracconata supereroistica qualsiasi, bensì di una romcom indie già osannata all'ultimo Sundance e da quell'ala di critici americani che ne capisce qualcosa e che non si fa comprare il giudizio in cambio di un'action figure di Flash e di una Wonder Woman versione bambola gonfiabile. Per una volta io e il Festi potremmo fare festa insieme, visto che anche lui (giustamente) è un fan di Zoe Kazan, bella e brava icona indie. Insieme ci possiamo coalizzare contro Ford, che appena si parla di cinema alternativo e radical-chic diventa un vero big sick, un grande malato.
Ford: in barba a quegli hipster fighetti di Cannibal e Giacomo, ho sempre trovato acuta ed interessante Zoe Kazan, che spero possa regalare un'alternativa indie non radical chic e menosa con questo Big Sick, che spero davvero possa rivelarsi più big che sick. Anche perchè di sick, qui, ce n'è già sicuramente uno, e non parlo del giovane Festi.
Jean: ragazzi, c’è Zoe Kazan. Non posso dare un parere lucido…

Ogni tuo respiro

"Perdonami, cara. E' venuto il momento che faccia guidare Ford. Addio."

Cannibal Kid: Eccolo il film più ruffiano e spudoratamente a caccia di Oscar dell'anno, e forse del secolo. In questo film Andrew Gatto Garfield, reduce da un paio di pessime pellicole con Gibson e Scorsese, ha la parte di Robin Cavendish, attivista britannico costretto a vivere paralizzato su una sedia a rotelle e con un respiratore a causa della poliomielite. Questi biopic melodrammatici mi hanno fregato una volta, e pure alla grande, con La teoria del tutto, ma adesso basta. È arrivato il turno per James & Giacomo di piangere.
Ford: arriva con qualche mese d'anticipo rispetto al periodo degli Oscar il classico film con disabilità da Oscar che ormai, al sottoscritto, scatena più un effetto battutacce in pieno stile Randall di Clerks che altro. Considerato che questa è la parte di Cinema americano che non gradisco, lascio volentieri la palla ai miei due colleghi, che potrebbero pensare perfino ad una visione con fazzoletti condivisi.
Cannibal Kid: non per fare il precisetti della situazione, però un po' sì, comunque dear Ford questo non è un film americano, bensì britannico.
Jean: onestamente, non amo molto i biopic, tranne rarissimi casi, e trovo che il tema della disabilità sia molto difficile da trattare senza cadere in una retorica spicciola e davvero fastidiosa, quasi più offensiva di qualunque battuta politicamente scorretta. Comunque stavolta non ci sono ragni radioattivi di mezzo, quindi forse c’è da tirare un sospiro di sollievo, perché l’unica disabilità sembra essere data dai pareri cinematografici dei miei due colleghi.

La signora dello zoo di Varsavia

"Non c'è un singolo animale in tutto lo zoo che voglia stare in gabbia con Ford. Davvero incredibile."

Cannibal Kid: Jessica Chastain è una delle poche attrici e donne al mondo in grado di mettere d'accordo tutti, persino me e Ford. Festi, sarai mica l'unico tu a criticarla?
In tal caso meriteresti di essere rinchiuso con i leoni allo zoo. Di Varsavia, o anche di Lodi, dove risiede abitualmente Ford insieme ai suoi “colleghi” gorilloni.
Tutto questo per dire che il film non mi attira per niente ma, se mai lo vedrò, sarà solamente per la signora Chastain.
Ford: altro film che, Chastain a parte, non mi attira neppure per sbaglio. Ormai io, quando si parla di zoo, penso soltanto alle richieste del Fordino di andare a visitarne di nuovi o rivedere quelli che abbiamo già visto, considerato che, abituato al padre, non riesce davvero a stare lontano dagli animali.
Quello che, però, questa settimana mi piacerebbe vedere, è un bello steel cage match - considerato il titolo in questione, ci sta tutto - tra Cannibal e Giacomo. Potrei divertirmi non poco.
Jean: mi spiace deludervi, ma io e la Chastain siamo sposati da diverso tempo, non abbiamo divulgato la notizia perché voleva proteggermi dalla troppa sovraesposizione mediatica. Chissà perché quando lo dico non ci crede nessuno, che il film lo vedrò solo per lei sembra convincere più gente…

The Broken Key

"Voi tre bloggers da due soldi che pensate di intendervene di Cinema, sarete giudicati dal tribunale delle vecchie glorie!"

Cannibal Kid: Certo che The Broken Key dev'essere proprio una gran bella p...
Pellicola?
No, porcatona. E potevo anche essere meno gentile. Il cast pieno di reduci del cinema de 'na vorta, nonché glorie fordiane come Rutger Hauer, Christopher Lambert e Franco Nero (che però stranamente non sembra essere parente con il regista del film Louis Nero), così come il trailer, lasciano immaginare una produzione di serie B. Ma probabilmente non sarà così. Sarà di serie Z.
Ford: di rotto, all'idea di vedere una cosa del genere, ci sono solo due cose. E non sono chiavi.
Jean: un cast che, con tutte le “vecchie glorie” presenti, dovrebbe far sperare in qualcosa di buono, invece dà più l’effetto di “Antonio Banderas nel mulino con Rosita”. E dire che Louis Nero è la voce fuori dal coro del cinema indipendente italiano, quindi proverò a dargli qualche chance – a mio rischio e pericolo.

Lezione di pittura

"Questo dev'essere per forza un Goi originale. Infatti fa decisamente cagare."

Cannibal Kid: Direttamente dal 2011, un film cileno che arriva ora nelle nostre sale, a grande (???) richiesta. Complimenti alla distribuzione italiana per la sua rapidità, che rischia di competere con quella del Festi e del Ford, due blogger che, poche ore prima della pubblicazione di un post importante come questo, non hanno ancora scritto una sola riga. Ah, se non ci fossi io a impartire un po' di sana disciplina e organizzazione, dove andrebbe a finire questa rubrica?
Ford: più che a vedere Lezione di pittura, io spedirei dritto Cannibal Kid a lezione di Cinema, considerato quello che ne capisce. E chissà che non abbia bisogno di un pochino di ripasso anche il buon Giacomo, che ultimamente fa la bella vita dello scrittore e non entra più in una sala neanche per sbaglio!
Jean: Ford è da tempo che mi dice che vuole darmi lezioni di bevute, mentre certi commenti che esaltano Von Trier mi fanno voglia di dare lezioni di sberle al Cannibale. Insomma, ognuno ha la sua, così come la distribuzione italiana che scopre certi film dopo anni di distanza. Con quel tanto…

La casa di famiglia

"Sapevo che a dare retta a quel Festi finivo dietro le sbarre."

Cannibal Kid: Questa settimana se devo proprio scommettere su un film italiano, e voglio farlo visto che non sono un rigido esterofilo come quei due finti international di Giacomo & James, punto su questa commedia. Se non altro per il cast di volti che mi stanno abbastanza simpatici come Lino Guanciale, Stefano Fresi, Libero De Rienzo, Matilde Gioli e quella bella figliuola di Nicoletta Romanoff che è da un po' che non si vede in giro.
Ford: io, che sono un esterofilo ma ancor più un critico obiettivo pronto a riconoscere che il Cinema italiano degli ultimi anni - salvo piacevoli quanto rare eccezioni - mostra la stessa qualità della Nazionale di calcio, sento odore dell'ormai classica sòla made in Terra dei cachi dalla quale mi tengo volentieri alla larga, in attesa del post esaltato di Peppa Kid, che probabilmente riceve sovvenzioni per sostenere la settima arte nostrana. E beato lui.
Jean: l’unica concezione di famiglia che ho è nel seguire Ford e Julez su Instagram, mentre spero che il Cannibale non prolifichi mai una nuova generazione di radical-chic come lui. Il film in questione non mi fa né caldo né freddo, al massimo lo recupererò in un passaggio televisivo.
Cannibal: Ford e Julez su Instagram? Ford su un social qualunque??? Non ci credo!

I'm – Infinita come lo spazio

"Jean e Katniss Kid alla loro ultima festa di Halloween. Quello zuccone di Ford non si è presentato."

Cannibal Kid: Dal trailer non appare come una roba amatoriale, deppiù!
Nonostante questo, pare anche possedere un'anima dark e “loser” che sembra uscita da qualche storia di uomini invisibili o da vita da scarabocchio partorita dalla mente (malata) del celebre e celebrato (?) scrittore Giacomo Festi. Vedete voi se prendere quest'affermazione come una cosa positiva, o come un invito a scappare da questa pellicola il più lontano possibile.
Ford: potrebbe valere lo stesso discorso fatto per La casa di famiglia, solo amplificato.
Cedo volentieri il passo allo Scarabocchio ed allo Scarabocchiatore.
Jean: gente, un giorno mi direte come fate a scoprire queste robe. Vivevo bene anche senza sapere che esistesse…

Agadah

"Solo con un doppio White Russian posso affrontare la visione di questo film."

Cannibal Kid: Film in costume italiano fantasy che dal trailer promette sesso, avventure e magia. E forse anche una fetta di culo. Io lascio volentieri la visione a Ford e al Festi, due veri amanti del genere. Il fantasy?
No. Il genere spazzatura.
Ford: Agadah, ma va a cagà.
Cannibal Kid: Battuta cannibalesca di Ford, LOL! XD
Jean: wow, sembra un Game of thrones scritto da Ford e diretto dal Cannibale. Ma anche a parti invertite non ispirerebbe nulla di buono…

Pipì Pipù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite

"Sto cercando il Cucciolo Eroico per scassarlo come si deve. E già che ci sono, se me lo trovo davanti do una bella ripassata anche a Giacomo Festi."

Cannibal Kid: Direttamente da Rai YoYo e da Enzo D'Alò, il film d'animazione perfetto per quel cucciolone tenerone bambinone di Ford. I veri uomini duri e puri, come me e il Festi, possono invece passare virilmente oltre.
Ford: con i Fordini ormai sul pezzo rispetto ai canali dedicati ai bambini, non ho mai sentito nulla che facesse riferimento a Pipì e Pupù. Del resto, probabilmente loro non hanno mai sentito nulla che facesse riferimento a Cannibal o Festi. Mi sa tanto che restiamo io e Rosmarina, a tenere su la baracca.
Jean: non so se compatire il Ford perché forse i suoi pargoli vorranno vederlo, o il Cannibale, che ha il QI adatto per film di questo tipo. Io però salto bellamente, che sono abituato a cose più mature, tipo la maratona dei Transformers che mi aspetta stasera...
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