venerdì 10 giugno 2011

Eden Lake

La trama (con parole mie): Steve, con l'intento di chiedere alla fidanzata Jenny di sposarlo, prepara una gita in campeggio ad Eden Lake, località nel cuore dell'Inghilterra di provincia che frequentava da ragazzino con notte in tenda, nuoto, spiaggia e tutto quello che ci si aspetterebbe da un ween end romantico in compagnia della propria metà.
Peccato che sulla loro strada si trovi un gruppo di ragazzini cresciuti ai margini della società e pronti a tutto per provocare lo scontro, addirittura fino a giungere all'omicidio seguendo la ritualità da manuale del branco. Per la coppia il viaggio si trasformerà in un incubo quando, per mettersi in salvo, si dovrà essere pronti a tutto per sopravvivere: Un tranquillo weekend di paura incrocia la strada di Haneke e Marshall per quello che, ad oggi, in casa Ford, è il miglior horror dell'anno.


Sbigottimento, inquietudine, frustrazione e rabbia. Tanta, tanta rabbia.
Questa è solo la punta dell'iceberg di quello che è stata la visione di Eden Lake, lavoro del misconosciuto James Watkins, erede dell'ottima e recente produzione di genere britannica che ha in Neil Marshall il suo nome di punta e riferimento: e proprio a Marshall torna il pensiero osservando il viaggio allucinante di Steve e Jenny e la loro lotta per la sopravvivenza, con tutta la fisicità che il regista del favoloso The descent imprime ad ogni suo lavoro velata dall'inquietudine rispetto alla dolorosa realtà, ovvero che l'Uomo sia un elemento ben più instabile e terrificante del più spaventoso dei mostri di fantasia.
Nonostante una trama assolutamente convenzionale ed una partenza che non promette nulla che non sia l'ennesimo survival horror girato in un bosco, Eden Lake decolla già dall'arrivo della coppia nel paese più vicino al lago che da il titolo alla pellicola, momento in cui i due protagonisti scoprono di essere finiti in una realtà da fare invidia all'indimenticabile lavoro di John Boorman Un tranquillo weekend di paura, come intrappolati in una provincia profonda e selvaggia - nell'animo, più che nel corpo - e pronta a fare a pezzi chi invade gli spazi con il piglio apparentemente arrogante del cittadino.
L'incontro con Brett ed il suo "branco" - come piacerebbe chiamarlo a tutti gli studiaperti conosciuti - è poi la scintilla in grado di far scaturire un incendio incontrollato di emozioni e situazioni sempre più terrificanti, dalla sequenza della partecipazione dei ragazzi all'accoltellamento "di gruppo" alla fuga di Jenny, culminata con due sequenze di coraggio inaudito da parte del regista e dalle rimembranze profondamente legate al già citato The Descent, estremamente realistiche e di impatto emozionale altissimo.
Ottimo anche il climax conclusivo, in grado - e rispetto a questo genere, è merce assolutamente rara - di mantenere le promesse costruite scena dopo scena dalla pellicola, così come azzeccatissimo il cast, in primis Brett ed i suoi compagni di massacro, perfetti nei ruoli dei giovani cresciuti e nutriti con il crimine dallo slang incredibilmente simile a quello della Kelly di Misfits.
Peccato soltanto per una sbavatura di logica e sceneggiatura legata al primo tentativo di fuga di Jenny, che invece di darsela a gambe levate e tentare di chiamare la polizia si fa una sonora dormita nascosta tra le radici di un albero manco fossimo in Antichrist.
Ma è davvero l'unica pecca di un prodotto violentissimo e disturbante, in grado di sconvolgere non tanto per il terrore suscitato, quanto per la sua assonanza alla realtà: un homo homini lupus del nuovo millennio, che porta con se tutto il bagaglio dei bambini silenziosi e spietati de Il nastro bianco e si trasforma in tutta la vuota violenza esplosa dai due giovani aspiranti Tony Montana di Gomorra.
Certo, resta una pellicola di genere e non paragonabile ad opere come quelle appena citate, eppure era dai tempi del primo Marshall e di Rob Zombie con i suoi Devil's rejects che non mi capitava di trovare un'atmosfera così inesorabilmente oppressiva e clamorosamente vicina alla realtà come in questo lavoro di James Watkins, cui va tutto il mio plauso per aver davvero tirato fuori due palle che più quadrate non si potrebbe.
E più di un brivido scorre lungo la schiena di chi ha già, o vorrebbe avere, una famiglia, perchè proteggerla potrebbe portare a reazioni anche peggiori di quelle che vedono protagonista la sconvolta Jenny in fuga dai suoi aguzzini: personalmente credo che, in una situazione del genere, lotterei fino alla morte cercando di ammazzarli tutti, senza pietà alcuna. Homo homini lupus, si era detto.
Una cosa che spaventa.
E ancor di più, il fatto che alle spalle di questi ragazzi perduti degni de Il signore delle mosche, ci siano famiglie pronte a difenderli e proteggerli allo stesso modo.
Se l'Uomo è lupo con gli altri uomini, questo è il tempo.
Il tempo dei lupi, per l'appunto.
E torniamo ad Haneke.
Ma questa è un'altra storia.
Intanto, tenete saldo il cuore, e lottate fino in fondo.
Perchè uscire da Eden Lake sarà più difficile di quanto non sembri.


MrFord


"I didn't trust him, cause he smiled at me first
just like the wolf before he bites me
and I didn't go there, I swear that it was cursed
just as if it was to despite me."
Rancid - "The wolf" -


20 commenti:

  1. Heilà! Mi hai presentato un titolo horror\thriller sconosciuto... e recensione molto sentita, promette bene. Me lo vado a "comprare"... ;)

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  2. Beh dopo che l'hai affiancato a "The Deilv's Rejects" non posso far altro che vederlo!

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  3. Eddy, "compralo" pure, è stato una vera sorpresa. Tosto e cattivissimo.

    Absinto, The devil's rejects resta uno dei numeri uno degli ultimi anni, sul genere, ma questo fa davvero la sua porca figura. Una visione la vale tutta!

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  4. La paura viene suscitata non da forze soprannaturali, ma dal nostro 'vicino'!!!Mi incuriosisce...lo 'compro' anche io!!! ;)

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  5. no grazie, questa volta passo sul serio. Mi si son rizzati i capelluzzi sotto la nuca solo a leggere la trama. E poi devi sapere che io odio i boschi.mi fanno proprio paura. La mia idea di fine settimana romantico contempla altro. Però "the descent" l'ho visto e mi ha fatto davvero paura. Capolavoro. Sfida all'esperto..come lo interpreti il finale di "the descent"??

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  6. grande recupero ford! concordo su tutto. un film spietato, crudo e selvaggio. non c'è né pietà né misericordia. un altro film così duro, dove viene mostrata in toto la bestia umana è Red (quello del 2008).

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  7. Rossana, "compralo" e dacci dentro. A mio parere è una visione che merita assolutamente.

    Newmoon, questa è davvero una visione da brividi. Specie per chi "tiene famiglia". Se riesci a farti venire la voglia di compiere questo passo, prova a vederlo in compagnia del consorte mentre i figli sono a letto.
    The Descent è uno dei migliori horror dell'ultimo decennio, e il finale è legato all'abbandono della realtà della protagonista, che è inesorabilmente persa. Tutto nero, insomma. Un pò come questo.

    Frank, sapevo che avrei incontrato il tuo gusto! Davvero potentissimo, non mi aspettavo una roba così tosta! Red non l'ho visto, ma a questo punto lo recupero di sicuro!

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  8. no, no, questo non lo vedo proprio. E dopo aver visto il trailer ne sono sempre più convinta.
    Ho provato la mia esperienza più estrema con "Hostel parte 2" ma dopo un pò diventa una cagata tale (scusa il francesismo) che ha persino smesso di rivoltarmi lo stomaco (pessimi attori, pessima regia, pessimo tutto) ma qui è diverso. su finale "the descend"concordo, pensavo solo che i mostri fossero esclusivamente nella testa della protagonista ed avesse perpetrato lei il massacro. comunque un capolavoro

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  9. Newmoon, tranquilla. I francesismi, qui, sono sempre ben accetti! ;)
    The Descent è una bomba vera: ho ancora i brividi a ripensare alla scena della picozza in gola.
    E in questo c'è una situazione davvero molto simile. Davvero impressionante.
    Io spingo lo stesso per un'eventuale visione. Merita sicuramente più di schifezze come Hostel e company.

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  10. Io gli horror ho sempre fatto molta fatica a guardarli. Negli ultimi anni poi è diventato quasi impossibile. Mi fanno troppa paura. E si che, voglio dire, a vedermi non sembro così impressionabile... starò invecchiando.

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  11. Gae, la cosa davvero tosta di Eden Lake è che riporta, seppur estremizzandola, una situazione assolutamente verificabile anche nella realtà della nostra società. Inquietante davvero.

    Ciku, finisce più che male.

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  12. neil marshall è un nome di riferimento per cosa??
    per il fallimento in cui è già sprofondato uahaha
    questo ancora non l'ho visto ma visto il tuo entusiasmo mi sa che a me lascerà invece più indifferente..

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  13. Cannibale, mi mancavano i tuoi inutili commenti provocatori! ;)
    Neil Marshall è un mito, ed è un bottigliaro nella miglior fordaccezione!
    Ad ogni modo, secondo me questo potrebbe piacere anche a te.

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  14. Dio santo... l'ho visto e mi ha lasciato di stucco.
    Era un pezzo che non buttavo lo sguardo su una roba così cattiva e il finale è strepitoso... diventa di diritto uno dei miei cult.

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  15. Eddy, te l'avevo detto!
    Questo film è una bomba, sembra di prendere mazzate dal primo all'ultimo minuto!

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  16. Recensione perfetta James.
    Lo ripeto anche qua, probabilmente il miglior survival che abbia mai visto, anche superiore a The Descent (avrai letto da me perchè).

    Ci saranno 6,7 scene una più bella dell'altra, strepitose nella costruzione.

    Capolavoro (almeno del genere).

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  17. Dae, un film potentissimo, che con il passare del tempo non perde - anzi, aumenta - il suo fascino e la sua forza.
    Una visione incredibile, tra le più sconvolgenti dell'anno - del genere e non solo -.

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  18. Artemisia, muchas gracias!
    Merito del film, uno dei più clamorosi che abbia visto nel genere quest'anno.

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